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STRUTTURA E FUNZIONE DELL’APPARATO RESPIRATORIO

L’apparato respiratorio è l’insieme degli organi e delle strutture che consentono gli scambi gassosi tra l’ambiente circostante (carico di ossigeno) e l’organismo umano (il cui sangue è carico di anidride carbonica). Per questo compito, esso è organizzato in sezioni funzionalmente distinte. La prima è rappresentata dai centri respiratori (situati nel sistema nervo centrale) deputati alla generazione del ritmo respiratorio; la seconda è rappresentata dal polmone.

Anche se lo scambio gassoso è un fenomeno passivo (non richiede energia), necessita tuttavia di un certo numero di funzioni ”ancillari” cui sono deputate le cellule:

  • mantenimento di un’adeguata permeabilità della barriera aria/sangue a livello alveolare;
  • mantenimento di un’adeguata tensione di superficie a livello alveolare (produzione di surfattante, un liquido che ricopre gli alveoli);
  • mantenimento di un’adeguata pervietà delle vie aeree che comporta la secrezione di muco da parte di cellule specializzate e il suo allontanamento in virtù del movimento coordinato delle ciglia (clearance muco-ciliare);
  • necessità di disporre di adeguati meccanismi di difesa (cellulari e umorali) per proteggere il polmone profondo dagli agenti nocivi;
  • necessità di armonizzare ventilazione e perfusione di sangue agli alveoli.

EPITELIO BRONCHIALE

L’epitelio bronchiale costituisce una barriera di difesa meccanica e funzionale nei confronti dell’aria dell’ambiente; esso cambia di struttura dalla trachea alla periferia. Lo compongono almeno otto tipi di cellule, alcune con capacità secretorie, altre fornite di ciglia con l’apice rivolto verso il lume bronchiale. Le ciglia hanno la funzione di trasportare il muco e di contribuire, assieme alla tosse, alla clearance (depurazione) dei bronchi.

IL MUCO, FISIOLOGIA E PATOLOGIA

In condizioni fisiologiche il muco ricopre l’epitelio bronchiale e svolge vari ed importanti ruoli tra cui:

  • l’intrappolamento di particelle, microrganismi ed irritanti;
  • impermeabilizzazione dell’epitelio respiratorio con prevenzione dell’essiccamento;
  • umidificazione dell’inspirato;
  • azione antibatterica.

 

 

 

Le modificazioni patologiche del muco possono essere di tipo quantitativo e qualitativo (alterate qualità reologiche); entrambe sono coinvolte nell’alterazione dei fisiologici meccanismi di motilità e clearance mucociliare. Le alterazioni del muco, soprattutto in senso di incremento volumetrico, possono facilmente inficiare il battito ciliare: ciò può essere tipico di molte pneumopatie croniche (BPCO, asma, fibrosi cistica, etc.) in cui si incrementano numero ed attività delle ghiandole mucosecernenti.
Pertanto, l’ipersecrezione bronchiale concorre a cronicizzare ed aggravare la malattia attraverso una serie di alterazioni anatomo-funzionali che partendo dall’infiammazione portano al ristagno delle secrezioni. Il ristagno concorre a creare un circolo vizioso che facilita la colonizzazione batterica, l’infezione cronica, le frequenti riacutizzazioni e nuovamente ipersecrezione e ristagno.
Pertanto, l’eliminazione del catarro è importante anche ai fini della guarigione dalla malattia, poiché – se trattenuti – i batteri imprigionati nelle secrezioni viscose potrebbero aggravare l’infezione in atto.


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