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LE CARENZE DI FERRO

L’organismo umano adulto contiene circa 3.5-4 grammi di ferro, distribuiti nell’emoglobina, nella mioglobina, nel fegato, nella milza e nel midollo osseo. Un deficit di ferro, provocato da uno scarso apporto alimentare, da problemi di assorbimento o da perdite ematiche, può incidere in primo luogo sulle scorte depositate nel fegato, nella milza e nel midollo osseo: solo successivamente provoca la diminuzione della concentrazione media di emoglobina.

RUOLO BIOLOGICO DEL FERRO

Il ferro contenuto nell’emoglobina funge da trasportatore di ossigeno dai polmoni alle cellule, dove viene usato per la respirazione cellulare, mentre il ferro della mioglobina serve per immagazzinare e cedere l’ossigeno all’interno dei muscoli, dove viene utilizzato nei processi di contrazione muscolare. Il ferro dei citocromi, localizzati nei mitocondri, ha la funzione di trasferire gli elettroni nell’ultima parte della catena respiratoria terminale, rendendo possibile la produzione di energia utilizzabile dalla cellula (ATP, adenosintrifosfato). Il ferro contenuto nel citocromo P450, localizzato soprattutto nelle cellule epatiche, consente lo svolgimento di reazioni di degradazione di sostanze endogene ed estranee all’organismo, quali per es. farmaci e pesticidi. Il ferro è presente anche in alcuni enzimi e sistemi di neurotrasmettitori cerebrali, come quelli dopaminergici e serotoninergici, con un possibile ruolo nei processi cognitivi e di apprendimento.

EFFETTI DA CARENZA DI FERRO

Gli effetti di un insufficiente apporto di ferro sono di vasta portata. Il ferro è essenziale per il corretto funzionamento dell’emoglobina (il pigmento rosso del sangue), responsabile del trasporto di ossigeno a tutte le cellule dell’organismo. I primi sintomi della carenza di ferro sono stanchezza e spossatezza.

E’ ormai accertato che le carenze di ferro riducono la funzionalità del cervello, peggiorando la memoria e la capacità di apprendimento. Anche durante la gravidanza, le riserve sono basse, la richiesta supplementare di ferro dovuta alla rapida crescita del bambino durante gli ultimi sei mesi di gestazione, potrebbe determinare uno stato di carenza. Mentre nelle persone anziane può essere determinata sia da diete povere di ferro, sia da una ridotta capacità di assorbimento di ferro da parte del canale digerente. Qualunque sia l’età o il sesso la carenza di ferro, nel lungo periodo, può determinare un abbassamento della soglia del dolore, può interferire nel meccanismo che controlla la temperatura corporea, può far aumentare la caduta dei capelli e diminuire l’efficienza del sistema immunitario, rendendo più vulnerabili alle infezioni.

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INFO-MIRAFERRUMANEMIA SIDEROPENICA

L’anemia da carenza di ferro è il tipo più comune di anemia. Viene anche chiamata anemia sideropenica (dal latino sìderos = ferro e penìa = povertà). Si tratta di una condizione in cui non vi sono adeguati livelli di ferro nell’organismo, compromettendo il trasporto di ossigeno attraverso il sangue.

Quando c’è una mancanza di ferro, provocata da uno scarso apporto con l’alimentazione, da problemi nell’assorbimento, da perdite ematiche, la produzione di emoglobina è insufficiente e questo determina una scarsa circolazione di ossigeno attraverso l’organismo.

Interessa tutte le fasce di età, in prevalenza i bambini, gli adolescenti, le donne in età fertile, in gravidanza e allattamento.

LE CAUSE DELLA MANCANZA DI FERRO POSSONO ESSERE DIVERSE:

  • Emorragie e sanguinamenti: La perdita di sangue, anche se non evidente o interna, può comportare una riduzione dei livelli di ferro. Ciò si verifica, ad esempio, nelle donne in età fertile, durante le mestruazioni;
  • Scarso apporto nell’alimentazione: L’anemia può essere causata da una dieta in cui è drasticamente ridotto l’apporto di ferro;
  • Scarso assorbimento del ferro: In alcuni casi possono esserci difetti del metabolismo che non consentono un adeguato assorbimento di ferro introdotto con l’alimentazione. Questo accade, ad esempio, in presenza di malattie intestinali croniche (colite ulcerosa e morbo di Crohn) o nella celiachia;
  • Gravidanza e allattamento: Sono fasi critiche per le riserve di ferro, perché necessitano di un fabbisogno maggiore per lo sviluppo del feto.

SEGNI E SINTOMI

il sintomo più comune di anemia da carenza di ferro è la stanchezza, possono incorrere anche mancanza di respiro, vertigini, mal di testa, mani e piedi freddi, la pelle pallida, dolore toracico e debolezza.

Nei neonati e nei bambini piccoli, segni di anemia includono scarso appetito, rallentamento della crescita e dello sviluppo e problemi comportamentali.


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