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MENOPAUSA

Il termine menopausa deriva dal greco men (mese) e pausis (fine) e indica dal punto di vista fisiologico, la fine del periodo fertile della donna, con esaurimento della funzionalità ovarica e scomparsa del ciclo mestruale. Clinicamente, però, la menopausa fa parte di un periodo più lungo, chiamato climaterio, che inizia alcuni anni prima della fine del ciclo mestruale e si conclude alcuni anni dopo la menopausa. Quindi, la scomparsa delle mestruazioni è soltanto una dei segni più evidenti della menopausa, ma non certo il mutamento più importante che avviene nel corpo della donna. I disturbi legati alla menopausa hanno un andamento diverso a seconda di quale periodo della menopausa si sta vivendo. I sintomi acuti comprendono i caratteristici disturbi della sindrome menopausale, alcuni dei quali estremamente specifici come le cosiddette “vampate”, accompagnate da sudorazione e tachicardia e, in alcuni casi, da sensazione di debolezza, vertigini e nausea. Altri sintomi della menopausa sono i disturbi psicologici: ansia, irritabilità, modificazione dell’umore, insonnia, disturbi della sessualità (per esempio diminuzione del desiderio sessuale).

La riduzione o la cessazione delle funzioni ovariche comporta una serie di alterazioni anche a carico degli organi genitali; si assiste ad un atrofizzazione dei tessuti interni della vagina, con conseguente sensazione di secchezza, prurito, dolore durante i rapporti sessuali. I processi di indebolimento a cui vanno incontro l’uretra e la vescica si manifestano in una maggiore sensibilità agli agenti infettivi (cistiti) e disturbi della minzione. Le malattie più importanti, collegate alla menopausa, sono quelle che si manifestano a lungo termine e che sono la causa principale di complicazioni nella donna. Nella donna, la presenza degli ormoni sessuali durante l’età fertile esercita un’azione protettiva nei confronti delle malattie cardiovascolari.

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Gli estrogeni sembrano avere un ruolo importante nei meccanismi di vasodilatazione, soprattutto a livello delle arterie coronarie, inoltre, nella donna, determinano più basse concentrazioni di colesterolo totale e, in proporzione, maggiori quantità di colesterolo HDL. Con la menopausa la mancata produzione degli ormoni sessuali determina un incremento del rischio cardiovascolare ed in effetti nelle donne dopo il climaterio si riscontra un’incidenza di malattie cardiovascolari simile a quella degli uomini, e maggiore rispetto a quella delle donne ancora in età fertile.

Sicuramente il fenomeno più caratteristico della menopausa è l’osteoporosi. Esso interessa maggiormente le donne perché posseggono una massa ossea inferiore e perché con l’insorgenza della menopausa, a causa della riduzione estrogenica, si assiste ad una demineralizzazione dell’osso che diviene quindi più fragile ed esposto a rischi di fratture anche in seguito a traumi lievi. L’osteoporosi viene suddivisa in due tipi, l’osteoporosi post-menopausale nella quale si assiste ad una rapida perdita della massa ossea nei primi anni successivi alla cessazione della funzione ovarica e può continuare per circa una decade. L’altro tipo di osteoporosi conosciuta è quella correlata all’età, nella quale si assiste ad un’inevitabile perdita, negli anni, di massa ossea posseduta che colpisce sia le donne che gli uomini.


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