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I bambini e gli adolescenti presentano peculiarità fisiologiche che li rendono soggetti al rischio di una cattiva nutrizione. I neonati hanno fabbisogni alimentari particolari: il loro intenso ritmo di crescita li pone in una condizione che aumenta il fabbisogno giornaliero sia di proteine sia di numerosi altri nutrienti, rispetto ad un soggetto adulto. Queste caratteristiche sono anche legate a situazioni particolari: per esempio, il limitato passaggio di certe vitamine attraverso la placenta rende l’organismo del neonato particolarmente povero di queste sostanze; inoltre, la relativa immaturità dell’apparato gastrointestinale dei neonati riduce l’efficienza dei processi digestivi e dell’assorbimento di certi principi nutritivi come le vitamine liposolubili, alcune delle quali non vengono ancora fornite dalla flora batterica intestinale in via di formazione.

Dai 5 anni all’adolescenza, c’è un periodo di crescita lenta ma costante. In alcuni bambini l’assunzione di alcuni micronutrienti come pure di certe vitamine può essere inferiore ai livelli consigliati.

In età puberale le esigenze nutrizionali sono influenzate in primo luogo dalla crescita. In questo periodo della vita, si ha un maggior rischio di carenza di vari nutrienti tra cui il ferro, associata a: crescita delle masse muscolari, espansione del volume ematico e perdita di sangue con le mestruazioni.

In linea generale, una dieta adeguata ed equilibrata è in grado di fornire tutti gli elementi necessari al mantenimento di un buono stato di salute. A tale proposito la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) ha redatto un documento nutrizionale, noto come “Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (LARN)”, per la formulazione di indicazioni salutistiche tali da soddisfare le esigenze nutrizionali che accompagnano ogni fase della vita dell’individuo.

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INAPPETENZA NEL BAMBINO

Nel bambino l’inappetenza è un sintomo frequente e condiviso da numerose condizioni, per cui è necessario approfondirne in primo luogo la durata e l’intensità e verificare se a tale disturbo si associ contestualmente un arresto di crescita o un calo ponderale.

Un’inappetenza transitoria spesso rappresenta la fisiologica espressione di un cambiamento, mentre una riduzione persistente dell’appetito può essere il sintomo iniziale di una patologia organica o di un disagio psicologico all’esordio.

ASTENIA

L’astenia è una condizione organica complessa e molto comune, definita come totale mancanza di energia con ridotta capacità di lavoro fisico e mentale che non migliora con il riposo. Viene riferita dal soggetto che ne è affetto anche con termini quali stanchezza, debolezza, affaticamento, assenza di forze, ridotta volontà a svolgere i compiti quotidiani, difficoltà a concentrarsi.

L’astenia può instaurarsi con meccanismo centrale (astenia psichica) o periferico (astenia muscolare).

I meccanismi fisiopatologici alla base di questo fenomeno sono molteplici e non ancora del tutto noti. I soggetti con sintomi di astenia e affaticamento dovrebbero essere sempre valutati sia nello stato nutrizionale sia nell’introito giornaliero quantitativo e qualitativo di cibo, per calcolare l’apporto di macro- e micronutrienti. Nei pazienti con astenia secondaria o patologie croniche, alterazioni dello stato nutrizionale, come la riduzione non volontaria di peso e la ridotta assunzione di alcuni cibi, possono modificare il contenuto cellulare di alcuni micronutrienti indispensabili per la vita e la produzione di energia cellulare.


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