Utilizzo delle sostanze dopanti negli sportivi

Utilizzo delle sostanze dopanti negli sportivi: confronto con gli integratori alimentari

Il Ministero della Salute ha recentemente raccolto e pubblicato i dati relativi all’utilizzo delle sostanze dopanti negli sportivi. In particolare, gli sport maggiormente sottoposti a controllo sono stati ciclismo, atletica leggera, baseball e softball ma anche calcio e nuoto. Dai risultati delle analisi di laboratorio è emerso che, dei 1427 atleti controllati, 58 sono risultati positivi ai test antidoping, pari al 4,1% degli atleti sottoposti a controllo. E’ stata, tuttavia, rilevata una sostanziale differenza di genere tra gli atleti risultati positivi: si osserva, infatti, che la percentuale di positività è pari al 5,1% tra gli uomini e all’ 1,8% tra le donne. La differenza di genere emerge anche per quanto riguarda l’età media degli atleti risultati positivi: 43.7 anni per gli uomini, 39.1 per le donne. Nel 2014, la percentuale più elevata di principi attivi rilevati ai controlli antidoping appartiene alla classe dei diuretici ed agenti mascheranti (soprattutto Idroclorotiazide e Clorotiazide) (26,7%); a seguire gli agenti anabolizzanti (come il Testosterone) (22,8%), gli ormoni e le sostanze correlate (soprattutto Eritropoietina ricombinante)(15,8%) e gli stimolanti (15,8%).
Per quanto riguarda, invece, l’utilizzo di prodotti salutistici e, in particolare, di integratori alimentari, tra gli atleti sottoposti a controllo, 1040 (72,9% del totale) hanno dichiarato di aver assunto prodotti farmaceutici (compresi i prodotti omeopatici) e prodotti salutistici in genere (vitamine, sali minerali, aminoacidi) e 387 atleti (27,1%) hanno dichiarato di non aver assunto alcun prodotto. Analizzando in dettaglio la distribuzione per sesso di coloro che hanno assunto prodotti non vietati per doping, si osserva che le donne sono quelle che in maggior numero hanno dichiarato di fare uso di queste sostanze. La percentuale delle atlete sul totale delle donne controllate è risultata pari al 81,8% contro il 68,8 % degli uomini. Tra gli sport su cui si sono principalmente concentrati i controlli antidoping nel 2014 (ciclismo, atletica, nuoto e calcio), è possibile osservare come le dichiarazioni di assunzione di prodotti non vietati varino da un massimo del 73,6% tra gli atleti praticanti sport acquatici ad un minimo del 71,3% tra gli atleti praticanti atletica. Nello specifico, è stato osservato che l’utilizzo degli integratori alimentari varia da un massimo (41,8%) di dichiarazioni di assunzione da parte degli atleti praticanti l’atletica ad un minimo (16,9%) tra gli atleti praticanti il calcio; in particolare, le vitamine raggiungono la percentuale più elevata di dichiarazioni di assunzione tra i gli atleti praticanti il ciclismo. Nell’ambito dei prodotti salutistici, i prodotti più utilizzati risultano essere sali minerali, vitamine e aminoacidi (come arginina o aminoacidi ramificati). Tuttavia, è da tenere in considerazione anche l’utilizzo di altre sostanze ad attività fisiologia come creatina e carnitina, che, secondo quanto riportato da numerosi e recenti studi, possono dare un contributo significativo nel combattere l’affaticamento muscolare e migliorare le performance atletiche.

Fonte: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2430_allegato.pdf


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