Supplementazione di isoflavoni in donne in pre- e post-menopaus: il parere dell’EFSA

Supplementazione di isoflavoni in donne in pre- e post-menopaus: il parere dell’EFSA

Gli isoflavoni sono sostanze vegetali, presenti soprattutto nelle leguminose. Le concentrazioni più elevate si trovano nei semi di soia, nel trifoglio rosso e nella radice del kudzu. Estratti di queste sostanze vengono utilizzate nella produzione di integratori nutrizionali. Tra i principli isoflavoni troviamo la Genisteina e la Daidzeina.
Gli Isoflavoni presentano una struttura chimica analoga a quella del 17ß-estradiolo che ne giustifica le proprietà simil-estrogeniche.
La ricerca scientifica suggerisce che questi componenti alimentari abbiano effetti benefici, tra cui la protezione dal cancro della mammella in menopausa e dal tumore della prostata, la riduzione della perdita di tessuto osseo e l’abbassamento dei livelli di colesterolo. Alcuni ricercatori suggeriscono, tuttavia, che gli isoflavoni possano rappresentare anche un rischio per la sicurezza di certe sottopopolazioni vulnerabili, ad esempio per quanto riguarda i tumori alla mammella ormone-dipendenti e le disfunzioni della tiroide.
Una indagine svolta dall’EFSA ha valutato la possibile associazione tra supplementazione di isoflavoni e possibili effetti avversi su tre organi target quali mammella, utero e tiroide, in donne in pre e post-menopausa.
Per la valutazione di tale associazione sono stati analizzati ben nove studi clinici.
Nessuno degli studi considerati ha riportato cambiamenti significativi nella densità mammografica associati all’uso di integratori nutrizionali con:
•    isoflavoni di soia/estratti della soia (60-100 mg/die, 10-12 mesi)
•    proteine della soia (99 mg / giorno, 12 mesi),
•    isoflavoni ricchi in Daidzeina (80-120 mg/die, 24 mesi),
•    Genisteina (54 mg/die, 12-36 mesi)
•    estratti di trifoglio rosso(40-43,5 mg/die, 12-36 mesi)
Pertanto non è stata dimostrata nessuna associazione tra l’uso di integratori a base di isoflavoni e tumore alla mammella. Tale associazione è risultata negativa anche per l’indagine sull’inspessimento della parete dell’utero o su alterazioni istopatologiche a carico di tale organo, a seguito della supplementazione di 150 mg/die di isoflavoni della soia per 30 mesi. Infine non è stata riscontrata alcuna disfunzione dell’attività tiroidea (ipertiroidismo o ipoitiroidismo) a sostegno della supplementazione in sicurezza di tali componenti alimentari.
http://www.efsa.europa.eu/it/efsajournal/pub/4246


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