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 PSO

La psoriasi colpisce oltre 125 milioni di persone nel mondo, impattando negativamente sulla qualità di vita. Si tratta di una dermatite ad andamento cronico-recidivante, non infettiva né contagiosa, che può derivare dall’interazione tra più fattori predisponenti.

PATOGENESI

Un ruolo importante è giocato dal sistema immunitario. I linfociti T, attivati in modo anomalo, migrano verso il derma e innescano il rilascio di citochine come IL-17A (interleuchina-17A) e TNF-α (fattore di necrosi tumorale-alfa), causando infiammazione e iperproliferazione dei cheratinociti con conseguente eritema e ispessimento dell’epidermide.

Siccome il 30% dei pazienti con psoriasi ha familiari che ne sono affetti, si ritiene che questa disfunzione del sistema immunitario abbia delle basi genetiche e possa derivare, in particolar modo, da mutazioni dei geni denominati PSORS. Stress psicofisico, obesità, fumo e alcool sono invece considerati fattori che ne possono aggravare le manifestazioni e l’andamento.

MANIFESTAZIONI CUTANEE

Sulla base delle manifestazioni cutanee, che possono variare per localizzazione, dimensioni, forma, cromaticità ed evoluzione, si classificano 5 forme di psoriasi.

La psoriasi a placche, nota anche come psoriasi volgare, interessa l’80% dei pazienti. Insorge generalmente in età adulta e interessa tipicamente gomiti, ginocchia, regione sacrale e cuoio capelluto. È caratterizzata da chiazze rosse sollevate, ben definite e sormontate da abbondanti squame bianco-argentee, spesse e secche. Tendenzialmente pruriginose, queste lesioni tendono alla desquamazione spontanea e vengono facilmente asportate causando emorragie puntiformi.

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La psoriasi guttata, che interessa il 10% dei pazienti, presenta lesioni a forma di piccole gocce. In genere risparmia regioni come volto, palmo della mano e pianta del piede. È frequente durante l’infanzia e l’adolescenza, ed è spesso preceduta da una faringotonsillite streptococcica.

Il 4% dei pazienti è colpito dalla cosiddetta psoriasi inversa, che si distingue per il fatto di interessare ascelle, pieghe dell’inguine, zona ombelicale e sotto-mammaria con chiazze molto arrossate e desquamazione molto ridotta se non completamente assente. È particolarmente frequente nei soggetti obesi e/o diabetici, e negli anziani.

La psoriasi pustolosa, che si verifica nel 3% dei casi, spesso scatenata dall’interruzione di un trattamento sistemico con corticosteroidi, è caratterizzata da pustole giallo-brune. Spesso si associa a bruciore, febbre e parestesie. Può provocare complicazioni come disidratazione e sepsi.

La psoriasi eritrodermica, che si verifica anch’essa nel 3% dei casi, rappresenta la forma più grave. È caratterizzata da un eritema che interessa circa l’80% della cute, con componente squamosa ridotta. Deriva solitamente dall’aggravamento di un’altra forma preesistente di psoriasi, in risposta a diversi fattori: dermatite atopica in un contesto di terapia cortisonica o immunosoppressiva interrotta bruscamente, reazioni tossico-allergiche, forti traumi psichici. Siccome le manifestazioni cutanee possono essere associate a squilibri elettrolitici, iposodiemia, ipoalbuminemia, iposideremia e scompenso circolatorio, richiede in molti casi il ricovero ospedaliero.


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