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Decongestionanti nasali: nei bambini i rischi superano i benefici

Una recente pubblicazione dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha sollevato la problematica dei rischi associati all’uso topico di decongestionanti nasali ad attività simpaticomimetica, in bambini con età inferiore ai 12 anni.
Partendo da segnalazioni di sospette reazioni avverse gravi e considerato il largo utilizzo che si fa in Italia di questi farmaci, l’AIFA ha ritenuto opportuno avviare una procedura di revisione del profilo beneficio/rischio in età pediatrica.
I decongestionanti nasali ad attività simpaticomimetica sono una vasta gamma di attivi, sia ad uso topico che sistemico, che esplicano la loro azione mediante stimolazione dei recettori alfa 1 e alfa 2 adrenergici presenti sui vasi della mucosa nasale, determinando vasocostrizione e riducendo la congestione.
Questi farmaci hanno varie indicazioni registrate (per es. rinite, faringite acuta e catarrale, otite catarrale, processi infiammatori nasali e paranasali, rinite allergica, sinusite acuta, ecc.) ma sono prescritti, o più spesso autosomministrati, per alleviare i sintomi del raffreddore tra cui l’ostruzione nasale.
I decongestionanti nasali, soprattutto se usati per periodi superiori a 5 giorni, possono indurre reazioni avverse sia a livello locale che sistemico. Le segnalazioni più frequentemente riscontrate nella RNF (Rete Nazionale di Farmacovigilanza), riguardano soprattutto bambini molto piccoli (al di sotto di 1 anno e tra 1 e 3 anni), sono gravi e prevalentemente a carico:
1. della cute e del tessuto sottocutaneo (reazioni da ipersensibilità, prurito, eritema, edema faringeo, orticaria, sudorazione, necrolisi epidermica, esantema eritematoso);
2. del SNC (ipotonia, torpore, contrazioni muscolari involontarie, pallore, agitazione, sonnolenza, ipercinesia, irritabilità, depressione, letargia);
3. della mucosa nasale (rinite medicamentosa);
4. dell’apparato cardiovascolare (extra-sistoli, vasodilatazione, tachicardia, bradicardia);
5. dell’apparato respiratorio (depressione respiratoria, dispnea, apnea, broncospasmo).
Anche dati di letteratura supportano l’incidenza di effetti avversi gravi nei bambini a fronte dei possibili benefici nel trattamento soprattutto di condizioni minori come la congestione nasale.
Inoltre la maggior parte delle specialità in commercio di decongestionanti ad attività simpaticomimetica, non è stata testata su pazienti pediatrici, quindi questi prodotti vengono utilizzati off-label ricorrendo, per i dosaggi, all’estrapolazione di dosaggi calcolati per adulti. I bambini quindi rappresentano una popolazione ad alto rischio per le possibili complicanze da sovradosaggio.
Ne risulta che per i bambini, soprattutto molto piccoli, si dovrebbero prendere in considerazione trattamenti alternativi come ad esempio le gocce nasali di soluzioni saline, l’umidificazione dell’aria, la reintegrazione idonea di liquidi, trattamenti questi più sicuri e privi di effetti collaterali.


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