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LA VISTA

La vista è il senso preposto alla percezione degli stimoli visivi. Permette di discriminare forme, rilievi, distanza e colori di ciò che viene osservato. La visione binoculare (ovvero quella effettuata da entrambi gli occhi contemporaneamente) è quella che permette la percezione della tridimensionalità degli oggetti. Complessi sono i suoi meccanismi: infatti, per far sì che gli stimoli luminosi vengano correttamente interpretati dal cervello, è necessario che passino attraverso le diverse componenti trasparenti dell’occhio (cornea, umor acqueo, cristallino e corpo vitreo) prima di arrivare alla retina.

Nella retina cellule altamente specializzate, dette fotorecettrici o recettori retinici, trasformano gli stimoli luminosi in impulsi nervosi che vengono trasmessi dalle vie ottiche (un complesso sistema formato da nervi ottici, chiasma ottico, tratti ottici e corpi genicolati) a una specifica area del cervello, la corteccia visiva, deputata alla loro decodifica.

CORPO VITREO

Il corpo vitreo è un gel trasparente che occupa la maggior parte del bulbo oculare, dalla superficie posteriore del cristallino fino alla parete posteriore dell’occhio, dove si trova a stretto contatto con la retina. È composto per il 99% da acqua e per il restante 1% da collagene e acido ialuronico, che ne costituiscono l’impalcatura, oltre a proteine, zuccheri, elettroliti e cellule (ialociti). Svolge una triplice azione: contribuisce a nutrire i tessuti oculari, partecipa alla trasmissione dei raggi luminosi verso la retina, preserva la consistenza e forma dell’occhio, nonché l’adesione della retina al fondo dell’occhio stesso.

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MIODESOPSIE

In un occhio giovane e sano, il corpo vitreo si presenta perfettamente trasparente e omogeneo: ciò permette la trasmissione, senza interferenze o deviazioni, dei raggi luminosi verso la retina.

Con l’avanzare dell’età, piuttosto che con la miopia, interventi chirurgici all’occhio, trattamenti diuretici o carenza di antiossidanti, il corpo vitreo può subire un’importante perdita di componenti strutturali nonché una degradazione e destrutturazione del collagene. Di conseguenza si formano corpuscoli fluttuanti che, in presenza di luce, proiettano ombre sulla retina. Tali ombre vengono percepite come piccole macchie nel campo visivo, definite tecnicamente miodesopsie o corpi mobili vitreali e colloquialmente mosche volanti.

Le miodesopsie possono avere diverse forme e dimensioni (puntini, cerchi, linee, nuvole, ragnatele), sono percepite soprattutto quando si fissa uno sfondo a tinta unita (ad esempio una parete bianca o il cielo limpido) e sembrano muoversi nel campo visivo insieme all’occhio, arrivando a ridurre significativamente la qualità di vita del soggetto colpito.


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