ARTICOLAZIONI: COME FAVORIRNE IL BENESSERE

ARTICOLAZIONI: COME FAVORIRNE IL BENESSERE

Un’articolazione mobile, o sinoviale, è quell’insieme di elementi che congiungono due ossa adiacenti e permettono un movimento relativamente ampio di un osso rispetto all’altro. Un elemento articolare di fondamentale importanza è senza dubbio la cartilagine, quel tessuto connettivo che riveste le estremità delle ossa e ne impedisce lo sfregamento durante il movimento, garantendo a quest’ultimo naturalezza e rapidità.
Sostanzialmente, la cartilagine articolare consta di:
• collagene, proteina fibrosa che conferisce resistenza;
• un reticolo di GAG (glicosaminogligani), a cui si deve la capacità di ammortizzare le sollecitazioni meccaniche;
• condrociti, cellule che producono collagene e GAG.
La cartilagine articolare è né vascolarizzata né innervata. Potendosi nutrire solo attraverso il liquido sinoviale, prodotto da una membrana vascolarizzata che riveste internamente l’articolazione, è nota per avere una bassa capacità rigenerativa in caso di danno. Non potendo inviare segnali nervosi, poi, non ne percepiamo un danno o una degenerazione, sotto forma di dolore e rigidità nel movimento, finché a risentirne non sono le superfici ossee sottostanti.
Per far fronte a questi suoi limiti in caso di danno, oltre ad avere uno stile di vita sano, è possibile integrare la dieta con particolari condroprotettori:
• l’MSM (metilsulfonilmetano), ad esempio, può apportare lo zolfo necessario a stabilire legami disolfuro tra i GAG, così da ricostruire il loro naturale reticolo;
• la glucosamina, un precursore dei GAG, così come la condroitina, il GAG più abbondante, sono ricostituenti articolari polivalenti, essendo anche capaci di stimolare la sintesi del collagene.
Dolore e rigidità nel movimento possono anche essere accompagnati da evidente gonfiore all’articolazione, la manifestazione di quell’edema che caratterizza un processo infiammatorio ormai in corso. In questi casi, il ritrovare un benessere articolare non può prescindere dal ridurre anzitutto l’infiammazione, attraverso principi attivi che si dimostrano particolarmente efficaci in ambito osteoarticolare.
Nella terapia antinfiammatoria uno dei bersagli privilegiati è senza dubbio COX-2 (cicloossigenasi 2), un enzima pro-infiammatorio la cui produzione è limitata al tessuto colpito. Ebbene, alcune piante forniscono sostanze capaci di inibire, in maniera analoga a quanto fanno alcuni principi farmacologici, sia l’azione che la produzione di COX-2. Tra queste spiccano il Salice con la sua salicina, l’Arpagofito con il suo arpagoside e, più di tutti, la Curcuma da cui deriva la potente curcumina.


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