ATTIVITÀ ANTIMICROBICA DELL’ARGENTO CITRATO COMPLESSATO

ATTIVITÀ ANTIMICROBICA DELL’ARGENTO CITRATO COMPLESSATO

L’attività antibatterica dell’argento è testimoniata da diverse evidenze scientifiche anche se negli ultimi anni si è accresciuto l’interesse per una nuova forma di argento ionico rappresentata dall’argento citrato complessato, che ha mostrato maggiore efficacia e maggiore stabilità rispetto alle altre forme di argento.
La composizione chimica dell’argento citrato complessato prevede che uno ione di argento sia contornato da più molecole di citrato (ione dell’acido citrico), che tenendolo bloccato, fanno sì che questi non reagisca con l’ambiente esterno e si tenga stabile per anni.
L’argento citrato complessato si ottiene sciogliendo l’argento citrato in una soluzione di acido citrico, infatti sebbene l’argento citrato sia minimamente solubile in acqua, esso può essere sciolto in acido citrico con successo, questo è da attribuirsi alla formazione di argento citrato complessato di formula generale pari a [Ag3(C6H5O7)n+1]3n-. È stato dimostrato che le soluzioni diluite di argento citrato complessato in acido citrico hanno mostrato una fortissima attività batteriostatica e battericida.
La presenza di ioni argento Ag (I) e di ioni citrato (C6H5O7-) fa si che l’argento citrato complessato possa agire sinergicamente come agente antimicrobico (grazie alla presenza degli ioni Ag(I)) e come supporto all’azione di agenti ad attività antiossidante, antimicrobica ed anticancerogena (grazie alla presenza di ioni citrato).
Più nello specifico, è stato dimostrato che l’argento citrato complessato possiede una potente azione battericida nei confronti dello Pseudomonas aeruginosa, azzerando la crescita batterica dopo solo 30 minuti di incubazione. Lo studio ha mostrato un’efficacia superiore del complesso rispetto agli ioni argento liberi (argento nitrato).
Come agisce l’argento citrato complessato?
Penetra facilmente le membrane dei microrganismi e legandosi al loro DNA ne blocca l’attività chimico-enzimatica. Siccome si parla di una soluzione stabile che rilascia integralmente tutti gli ioni contenuti nel complesso (ioni con diametro inferiore ai 0,156 nm), può interagire senza difficoltà con molecole dell’ordine del nanometro, quindi con virus di dimensioni ridotte e mediatori dell’infiammazione.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2590638/
http://www.omeostatica.eu/articoli/argento-colloidale.html


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